Biografia

Ottawa 1976

La pittura è per me una passione fin dalla mia più tenera età. Poi, nei tempi turbolenti dell’adolescenza, si trasformò anche in una sorta di rifugio emotivo, quando cercavo conforto e ispirazione nell’arte dei fauvisti, o degli impressionisti, e anche nella profondità e nel mistero dei vecchi maestri.

Dopo il liceo volevo studiare l’arte. Invece ho studiato la biochimica, anche se molto spesso dipingevo, invece che studiare!

Sono fondamentalmente un autodidatta…, ma al liceo a Roma seguii corsi di pittura con Tony Lucchesi e Kevin Murray, e anche con Con Van Suchtelen a Toronto, durante gli anni universitari.

Poi scoprii la chiropratica, che al mio cuore era una perfetta fusione tra filosofia, scienza, arte e spirito. Lavorare ‘aggiustando’ le persone era per me una sacra forma di arte, scultorea, viva e dinamica, una sintesi di ideali e di realtà.

Per via di vari aspetti logistici e di doveri professionali dedicai sempre meno tempo all’arte, ma ho sempre saputo, in cuor mio, che prima o poi sarei tornato a potermene prendere cura.

Negli ultimi due anni 2020-2022 ho avuto, infatti, il tempo per la ripresa della mia innata passione, constatando dalle mie ultime opere che si sono accumulate così tante emozioni, osservazioni, pensieri, sia interiori che esteriori…

Può darsi che esistano un po’ di contenuti nei miei quadri…, sicuramente sono eclettici, con una predilezione per la natura, dal realismo al surrealismo, forse anche per via dei miei natali canadesi con eredità olandese e per aver vissuto in Italia la maggior parte della mia vita…

Quando ero giovane amavo molto giocare all’idea di crearmi una mia scuola d’arte, i ‘Moodist’ o gli ‘Umoristi’, perchè tutti noi viviamo e sperimentiamo sempre vari umori, stati d’animo: il nostro sistema nervoso è per l’80% sensorio e per il 20% motorio, ciò significa che il sentire, sia interiore che esteriore, è sempre al lavoro, in movimento, o meglio entrambi giocano sempre insieme, e i dipinti di conseguenza lo riflettono.

Gli anni tra il 2020 e il 2022 hanno influito profondamente nelle nostre vite, dentro e fuori di noi, e in alcuni quadri l’ho espresso con messaggi, a volte sociali, a volte emotivi, o intellettuali, o spirituali…

Rispetto alla celebre frase del filosofo canadese Marshall McLuhan Il mezzo di comunicazione è più importante del messaggio, a mio parere ritengo invece che il messaggio sia infinitamente più prezioso e vero del mezzo: i messaggi falsi non vanno bene per nessuno!

Nessuno ha in tasca la verità assoluta, siamo tutti qui per imparare, per discernere, tra le varie forze interiori ed esterne…

Voglio sinceramente continuare a migliorare il mio metodo artistico, sia nel messaggio da trasmettere, che nel metodo. Perciò, la mia educazione artistica pro-segue… e tra un anno vedremo se sarò migliorato davvero nell’imparare ad acquisire gli insegnamenti del mio Maestro (che rivelerò solo dopo aver visto i miei nuovi risultati…).

La maggior parte dei miei quadri dipinti finora sono scaturiti dalla mia immaginazione, ma da ora in poi vorrei dipingere dal vivo, en plein air, per meglio osservare e apprezzare le sottigliezze della luce, le forme, la natura, … e i loro misteri...

Che i quadri parlino da soli!

Commenti e quesiti sono sempre i benvenuti.

Peter Asselbergs Msc DC
Bologna, IX 2022

Bologna 2022

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